Regime forfettario, requisiti 2026: soglia 85.000 euro, limite di 20.000 euro per il personale, redditi da lavoro dipendente, cause ostative e checklist dello studio per il 2027
Articolo scritto con l'intelligenza artificiale e controllato sulle fonti ufficiali citate.
In breve
Nel 2026 applica il regime forfettario chi nel 2025 ha incassato ricavi o compensi fino a 85.000 euro, ragguagliati ad anno, ha speso al massimo 20.000 euro lordi per dipendenti e collaboratori, ha avuto redditi di lavoro dipendente o pensione fino a 35.000 euro e non ha cause ostative. Oltre 100.000 euro incassati si esce subito.
I punti chiave
- Ricavi: fino a 85.000 euro incassati nell'anno precedente, ragguagliati ad anno e sommati per tutti i codici ATECO.
- Personale: spese fino a 20.000 euro lordi per dipendenti, collaboratori e lavoro accessorio.
- Lavoro dipendente e pensione: fino a 35.000 euro nell'anno precedente per il 2025 e il 2026; per il 2027, senza proroga, torna a 30.000 euro.
- Cause ostative: regimi speciali IVA, non residenti, cessioni di immobili o mezzi di trasporto nuovi, alcune partecipazioni, prevalenza verso ex datori di lavoro.
- Ingresso: nessuna opzione, è un regime naturale.
Quali sono i requisiti per il regime forfettario nel 2026?
Nel 2026 resta o entra nel forfettario la persona fisica con partita IVA che nel 2025 ha incassato fino a 85.000 euro, ha speso fino a 20.000 euro lordi per il personale e ha percepito fino a 35.000 euro di redditi di lavoro dipendente o pensione, senza cause ostative. Tutti i requisiti si verificano sull'anno precedente.
La disciplina è nell'art. 1, commi 54-89, della legge 190/2014, modificata dalla legge di bilancio 2023 (soglie di 85.000 e 100.000 euro), dalla legge 207/2024 e dalla legge 199/2025 (limite di 35.000 euro). La tabella riassume i requisiti come li descrive l'Agenzia delle Entrate nella scheda Regime forfetario, aggiornata al 21 luglio 2026.
| Requisito o causa ostativa | Limite per il 2026 | Anno di verifica | Riferimento |
|---|---|---|---|
| Ricavi o compensi incassati | Fino a 85.000 €, ragguagliati ad anno | 2025 | Art. 1, c. 54, L. 190/2014 (L. 197/2022) |
| Uscita immediata | Incassi oltre 100.000 € nell'anno | 2026, incasso per incasso | L. 197/2022; circ. 32/E/2023 |
| Spese per lavoro dipendente e collaboratori | Fino a 20.000 € lordi | 2025 | Art. 1, c. 54, L. 190/2014 |
| Redditi di lavoro dipendente e pensione | Fino a 35.000 € (salvo rapporto cessato) | 2025 | Art. 1, c. 57, lett. d-ter; L. 199/2025, c. 27 |
| Regimi speciali IVA o forfetari di reddito | Esclusione | Anno di applicazione | Art. 1, c. 57, L. 190/2014 |
| Non residenti (salvo UE/SEE con 75% del reddito in Italia) | Esclusione | Anno di applicazione | Art. 1, c. 57, L. 190/2014 |
| Cessioni prevalenti di fabbricati, terreni edificabili, mezzi di trasporto nuovi | Esclusione | Anno di applicazione | Art. 1, c. 57, L. 190/2014 |
| Quote in società di persone, associazioni professionali, imprese familiari | Esclusione, salvo cessione entro l'anno precedente | 31/12/2025 | Art. 1, c. 57, lett. d); circ. 9/E/2019 |
| Controllo di SRL con attività riconducibile | Esclusione | Anno di applicazione | Art. 1, c. 57, lett. d); circ. 9/E/2019 |
| Compensi prevalenti verso datori di lavoro attuali o dei due anni precedenti | Esclusione oltre il 50% | Fine dell'anno di applicazione | Art. 1, c. 57, L. 190/2014; circ. 9/E/2019 |
Come si calcola la soglia di 85.000 euro?
La soglia di 85.000 euro si calcola sui ricavi e compensi incassati nell'anno precedente, non sul fatturato. Chi ha più attività con codici ATECO diversi somma tutti gli incassi. Chi ha iniziato in corso d'anno ragguaglia gli incassi ad anno. La soglia di 100.000 euro, invece, si controlla nell'anno e non si ragguaglia.
Tre regole pratiche:
- Conta l'incasso. Una fattura di dicembre 2025 pagata a gennaio 2026 rientra negli incassi 2026.
- Codici ATECO multipli: si somma. L'Agenzia scrive che con più attività «occorre considerare la somma dei ricavi e dei compensi». I coefficienti di redditività per codice ATECO restano invece distinti, come spiega anche la guida al calcolo dell'imposta sostitutiva.
- Ragguaglio ad anno. Esempio con importi inventati: attività aperta il 1° luglio 2025, 184 giorni, incassi di 45.000 euro. Ragguagliati: 45.000 / 184 × 365 = circa 89.266 euro. Oltre 85.000: niente forfettario nel 2026, anche se gli incassi reali sono sotto la soglia.
Per la soglia di 100.000 euro il comunicato dell'Agenzia sulla circolare 32/E del 5 dicembre 2023 precisa che per chi inizia in corso d'anno il superamento va verificato senza rapportarlo alla frazione d'anno. Tutti i casi di uscita sono nella guida su cosa succede sopra 85.000 o 100.000 euro.
Cosa conta nel limite di 20.000 euro per il personale?
Nel limite di 20.000 euro lordi rientrano le spese dell'anno precedente per lavoro dipendente, collaboratori anche a progetto e lavoro accessorio, gli utili pagati agli associati in partecipazione con apporto di solo lavoro e le somme per il lavoro dell'imprenditore o dei suoi familiari. Oltre 20.000 euro si esce dall'anno successivo.
L'elenco è quello della scheda dell'Agenzia. Per lo studio conviene partire dalle buste paga, dalle certificazioni uniche emesse dal cliente e dai compensi pagati ai collaboratori, sommando gli importi lordi.
Qual è il limite di reddito da lavoro dipendente nel 2026?
Per il 2026 il limite è di 35.000 euro di redditi di lavoro dipendente e assimilati, comprese le pensioni, percepiti nel 2025. La legge 199/2025, comma 27, ha esteso al 2026 l'aumento da 30.000 a 35.000 euro già previsto per il 2025. Il limite non si applica se il rapporto di lavoro è cessato.
La conferma è nella sintesi di FiscoOggi della legge di bilancio 2026 (31 dicembre 2025) e nella scheda dell'Agenzia, che parla di limite elevato a 35.000 euro «per gli anni 2025 e 2026». L'eccezione del rapporto cessato vale solo se nello stesso anno non ci sono stati una pensione o un altro reddito di lavoro dipendente.
Per il 2027, a oggi (15 ottobre 2026), nessuna norma approvata proroga i 35.000 euro: senza una nuova legge torna il limite di 30.000 euro, da verificare sui redditi 2026. Eventuali modifiche vanno attese nel testo definitivo della legge di bilancio 2027.
Quali sono le cause ostative al regime forfettario?
Non può applicare il forfettario chi usa regimi speciali IVA, chi non è residente (salvo i residenti UE o SEE che producono in Italia almeno il 75% del reddito), chi cede in prevalenza immobili o mezzi di trasporto nuovi, chi ha certe partecipazioni e chi lavora soprattutto per ex datori di lavoro.
I due casi che richiedono più attenzione in studio:
- Partecipazioni. Secondo la circolare 9/E del 2019, una quota in una società di persone, in un'associazione professionale o in un'impresa familiare esclude a prescindere dall'attività svolta, salvo i casi particolari chiariti dall'Agenzia, e va ceduta entro il 31 dicembre dell'anno precedente. Per le SRL conta solo il controllo, diretto o indiretto, di una società con attività riconducibile, verificato nell'anno di applicazione.
- Ex datori di lavoro. La causa scatta se più del 50% dei compensi dell'anno arriva da datori di lavoro attuali o dei due anni precedenti, o da soggetti a loro riconducibili. Si verifica a fine anno. Non vale per chi inizia dopo la pratica professionale obbligatoria.
Ogni causa ostativa comporta l'uscita dall'anno successivo a quello in cui si verifica.
Serve un'opzione per entrare nel forfettario?
No. Il forfettario è un regime naturale: chi è già in attività e ha i requisiti lo applica senza comunicazioni preventive. Chi apre la partita IVA lo segnala nella dichiarazione di inizio attività, solo a fini anagrafici. L'assenza di cause ostative si attesta nella dichiarazione dei redditi.
Lo spiega la pagina dell'Agenzia sulle modalità di accesso al regime: se manca l'indicazione nella dichiarazione di inizio attività il regime resta applicabile, ma è prevista una sanzione da 250 a 2.000 euro. Chi preferisce il regime ordinario opta con il comportamento concludente, lo comunica nella dichiarazione IVA e resta vincolato per almeno un triennio.
Quali dati chiedere ai clienti per verificare i requisiti 2027?
Per sapere se un cliente potrà restare forfettario nel 2027 lo studio deve raccogliere entro dicembre i dati del 2026: incassi per attività, spese per il personale, redditi di lavoro dipendente o pensione, partecipazioni al 31 dicembre, compensi verso ex datori di lavoro, residenza e operazioni immobiliari.
Checklist da mandare a ogni cliente forfettario:
- Incassi 2026 per ciascuna attività, con data di pagamento, e fatture ancora da incassare.
- Spese per il personale 2026: buste paga, collaboratori, lavoro accessorio, compensi a familiari e associati.
- Redditi di lavoro dipendente o pensione 2026, anche stimati, e data di cessazione del rapporto. Per il 2027 il riferimento, salvo proroga, è 30.000 euro.
- Partecipazioni al 31 dicembre 2026: quote in società di persone, associazioni professionali, imprese familiari; SRL controllate e loro attività.
- Clienti 2026 che sono o sono stati datori di lavoro nel 2024 o nel 2025, con la quota dei compensi ricevuti da loro.
- Residenza fiscale e eventuali cessioni di fabbricati, terreni edificabili o mezzi di trasporto nuovi.
- Intenzione di passare al regime ordinario dal 2027.
Gli altri controlli di fine anno (acconti, contributi, bollo) sono nella checklist forfettari di dicembre; i contributi da dedurre nella guida ai contributi INPS dei forfettari 2026. Tutte le guide del cluster sono nella categoria forfettari.
Raccogliere questi dati da decine di clienti e ricordare a chi non risponde è lavoro ripetitivo: con Commercialista AI il programma lo fa al posto tuo, lo studio controlla. Se sei titolare di partita IVA, verifica la tua situazione con il tuo commercialista.
Fonti ufficiali consultate
- Agenzia delle Entrate, Regime forfetario: che cos'è (aggiornata al 21/07/2026), consultata il 15/10/2026
- Agenzia delle Entrate, Modalità di accesso al regime, consultata il 15/10/2026
- Agenzia delle Entrate, Comunicato stampa sulla circolare 32/E del 5 dicembre 2023, consultato il 15/10/2026
- FiscoOggi, Legge di bilancio 2026 approvata e ufficiale (L. 199/2025, comma 27), consultata il 15/10/2026
- FiscoOggi, Legge di bilancio 2: più facile diventare e rimanere forfetario (2/01/2023), consultata il 15/10/2026
- Gazzetta Ufficiale, Legge 23 dicembre 2014, n. 190, consultata il 15/10/2026
- InformazioneFiscale, Cause ostative nella circolare 9/E del 2019, consultata il 15/10/2026
- Eutekne EC News, Forfettari bloccati dalla partecipazione in società di persone, consultata il 15/10/2026
- InformazioneFiscale, Dal 2027 scende il limite di reddito per dipendenti e pensionati (7/10/2026), consultata il 15/10/2026
Domande frequenti
Per entrare nel regime forfettario bisogna fare un'opzione?
No. Il forfettario è un regime naturale: chi è già in attività e ha i requisiti lo applica senza comunicazioni. Chi apre la partita IVA lo indica nella dichiarazione di inizio attività, ma solo a fini anagrafici: se lo dimentica non perde il regime, rischia una sanzione da 250 a 2.000 euro.
Con due codici ATECO il limite di 85.000 euro vale per ciascuna attività?
No. Se si esercitano più attività con codici ATECO diversi si somma tutto: il limite di 85.000 euro si confronta con il totale dei ricavi e compensi di tutte le attività. I coefficienti di redditività restano invece distinti per ciascuna attività.
Qual è il limite di reddito da lavoro dipendente per il forfettario nel 2026?
Per il 2026 il limite è di 35.000 euro di redditi di lavoro dipendente e assimilati percepiti nel 2025. L'aumento da 30.000 a 35.000 euro vale per il 2025 e il 2026; senza una nuova norma, per il 2027 torna il limite di 30.000 euro sui redditi 2026. Il limite non conta se il rapporto di lavoro è cessato e nello stesso anno non ci sono altri redditi di lavoro dipendente o pensione.
Chi ha iniziato l'attività a metà anno come calcola la soglia di 85.000 euro?
Ragguaglia i ricavi ad anno: li divide per i giorni di attività e li moltiplica per 365. Se il risultato supera 85.000 euro, dall'anno successivo non può restare forfettario. La soglia di 100.000 euro, invece, non si ragguaglia mai: si guarda agli incassi effettivi.
Avere quote in una SRL esclude dal forfettario?
Solo se si controlla, direttamente o indirettamente, la SRL e questa svolge attività riconducibili a quella del forfettario. Una quota di minoranza senza controllo non è causa ostativa. Per le SRL la verifica si fa nell'anno di applicazione del regime, non in quello precedente.
Si può lavorare per l'ex datore di lavoro restando forfettari?
Sì, purché i compensi verso datori di lavoro attuali o dei due anni precedenti, o verso soggetti a loro riconducibili, non superino il 50% del totale dell'anno. Se lo superano scatta la causa ostativa. Non vale per chi inizia dopo il periodo di pratica obbligatoria per la professione.
Fonti ufficiali
- Agenzia delle Entrate - Regime forfetario, che cos'è: requisiti e cause di esclusione (aggiornata al 21 luglio 2026)
- Agenzia delle Entrate - Regime forfetario, modalità di accesso al regime
- Agenzia delle Entrate - Comunicato stampa sulla circolare 32/E del 5 dicembre 2023
- FiscoOggi - Legge di bilancio 2026 approvata e ufficiale, L. 199/2025 comma 27
- FiscoOggi - Legge di bilancio 2: più facile diventare e rimanere forfetario (2 gennaio 2023)
- Gazzetta Ufficiale - Legge 23 dicembre 2014, n. 190 (art. 1, commi 54-89)
- InformazioneFiscale - Cause ostative nella circolare 9/E del 2019
- Eutekne EC News - Forfettari bloccati dalla partecipazione in società di persone (aprile 2019)
- InformazioneFiscale - Regime forfettario, dal 2027 scende il limite di reddito per dipendenti e pensionati (7 ottobre 2026)
Contenuto informativo aggiornato al 15 ottobre 2026. Le norme cambiano: prima di applicarlo verifica le fonti ufficiali citate.