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Calcolo dell'imposta sostitutiva del forfettario: coefficiente, aliquota 5% o 15%, deduzione dei contributi ed esempio completo

Aggiornato il · 6 min di lettura · Redazione di Commercialista AI

Articolo scritto con l'intelligenza artificiale e controllato sulle fonti ufficiali citate.

In breve

L'imposta sostitutiva del forfettario si calcola così: ricavi o compensi incassati nell'anno per il coefficiente di redditività del gruppo di attività (dal 40% all'86%), meno i contributi previdenziali obbligatori versati nello stesso anno, per l'aliquota del 15% o del 5% per i primi cinque anni di una nuova attività (art. 1, commi 64-65, legge 190/2014).

I punti chiave

  • Formula: (ricavi incassati × coefficiente − contributi obbligatori versati) × aliquota.
  • Coefficienti dal 40% all'86% secondo il gruppo di attività (allegato 4 della legge 190/2014).
  • Aliquota 15%, oppure 5% per i primi cinque anni di una nuova attività (art. 1, comma 65, legge 190/2014).
  • Tutto per cassa: contano i ricavi incassati e i contributi pagati nell'anno, non quelli di competenza.

Come si calcola l'imposta sostitutiva del forfettario?

L'imposta sostitutiva del forfettario si calcola in quattro passi: si sommano i ricavi o compensi incassati nell'anno, si moltiplicano per il coefficiente di redditività del gruppo di attività, si tolgono i contributi previdenziali obbligatori versati nell'anno e si applica l'aliquota del 15% o del 5%. È l'art. 1, comma 64, della legge 190/2014.

I passi per lo studio:

  1. Ricavi o compensi incassati nell'anno, compresa l'eventuale rivalsa INPS del 4% addebitata ai clienti. Le fatture non incassate entro il 31 dicembre contano nell'anno dell'incasso.
  2. Reddito forfettario = ricavi × coefficiente. Il coefficiente sostituisce tutti i costi: le spese effettive non si deducono.
  3. Reddito imponibile = reddito forfettario − contributi previdenziali obbligatori versati nell'anno.
  4. Imposta = reddito imponibile × 15% (o 5%).

L'imposta sostitutiva prende il posto di IRPEF, addizionali regionale e comunale e IRAP. Sul reddito forfettario non si applicano detrazioni IRPEF.

Quale coefficiente di redditività si applica?

Il coefficiente dipende dal gruppo di attività: 40% per commercio, alimentari, alloggio e ristorazione; 54% per il commercio ambulante non alimentare; 62% per gli intermediari del commercio; 67% per le altre attività; 78% per professioni, sanità, istruzione e servizi finanziari; 86% per costruzioni e attività immobiliari.

Il gruppo si individua dal codice ATECO. Per i redditi 2025 e finché non saranno approvati nuovi coefficienti, l'art. 1 del D.Lgs. 81/2025 stabilisce che vale il codice secondo la classificazione ATECO 2007, anche se dal 2025 l'attività è identificata con il codice ATECO 2025. La tabella completa con i codici è nella guida ai coefficienti di redditività del forfettario.

Gruppo (sintesi) Coefficiente
Industrie alimentari, commercio, alloggio e ristorazione, ambulanti alimentari 40%
Commercio ambulante di altri prodotti 54%
Intermediari del commercio 62%
Altre attività economiche 67%
Attività professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie, istruzione, servizi finanziari e assicurativi 78%
Costruzioni e attività immobiliari 86%

Con più attività di gruppi diversi, ogni attività ha il suo coefficiente sui propri ricavi e i redditi si sommano.

Come si deducono i contributi previdenziali?

Dal reddito forfettario si deducono i contributi previdenziali obbligatori versati nell'anno, per cassa: rate fisse e acconti INPS pagati fra gennaio e dicembre, saldo dell'anno prima compreso. Se superano il reddito forfettario, l'eccedenza si deduce dal reddito complessivo IRPEF solo se ci sono altri redditi tassati in modo ordinario.

Tre regole che generano errori:

  • Cassa, non competenza. I contributi del 2026 pagati a febbraio 2027 (per esempio l'ultima rata fissa di artigiani e commercianti) si deducono nel 2027.
  • Solo contributi obbligatori. Contributi alla Gestione separata, gestione artigiani e commercianti o cassa professionale. I contributi volontari e la previdenza complementare non si deducono dal reddito forfettario.
  • Collaboratori dell'impresa familiare. Si deducono anche i contributi versati per i familiari collaboratori fiscalmente a carico, o non a carico se il titolare non ha esercitato la rivalsa.

La riduzione del 35% dei contributi per artigiani e commercianti abbassa anche la deduzione: chi la sceglie paga meno INPS ma un po' più di imposta sostitutiva. Il calcolo completo è nella guida ai contributi INPS dei forfettari 2026; per i professionisti senza cassa vedi i contributi della Gestione separata.

Quando si applica il 5% e quando il 15%?

L'aliquota ordinaria è il 15%. Il 5% vale per i primi cinque anni di una nuova attività se nei tre anni precedenti il contribuente non ha svolto attività d'impresa, artistica o professionale, la nuova attività non prosegue un precedente lavoro dipendente o autonomo e, se rileva un'attività altrui, quella non superava il limite di ricavi.

Condizione (art. 1, comma 65, legge 190/2014) Effetto
Nessuna attività d'impresa, arte o professione nei 3 anni prima, anche in forma associata o familiare Requisito per il 5%
Nuova attività che non è la prosecuzione di un lavoro dipendente o autonomo (salvo il praticantato obbligatorio) Requisito per il 5%
Attività rilevata da altri con ricavi dell'anno precedente entro il limite del regime Requisito per il 5%
Dal 6° anno 15%

I cinque anni si contano per periodo d'imposta: chi ha aperto la partita IVA a novembre 2022 ha usato il 5% per il 2022, 2023, 2024, 2025 e 2026, e passa al 15% dal 2027. Lo studio deve segnare in anagrafica l'anno di inizio di ogni cliente: è l'errore più frequente nel passaggio dal 5% al 15%.

Esempio di calcolo: professionista con 50.000 euro di compensi

Un professionista forfettario iscritto alla Gestione separata, con 50.000 euro incassati nel 2026, coefficiente 78% e 9.500 euro di contributi versati nel 2026, ha un reddito imponibile di 29.500 euro: paga 4.425 euro di imposta sostitutiva al 15% oppure 1.475 euro al 5%.

Esempio con importi inventati:

Voce Aliquota 15% Aliquota 5%
Compensi incassati 2026 50.000 € 50.000 €
Reddito forfettario (× 78%) 39.000 € 39.000 €
Contributi obbligatori versati nel 2026 − 9.500 € − 9.500 €
Reddito imponibile 29.500 € 29.500 €
Imposta sostitutiva 2026 4.425 € 1.475 €

L'imposta 2026 si paga a saldo nel 2027 con il codice 1792, al netto degli acconti versati nel 2026 con i codici 1790 e 1791. L'imposta 2026 è anche la base degli acconti 2027: come dividerli è spiegato nel secondo acconto forfettario 2026.

Esempio con due attività e coefficienti diversi

Un forfettario che vende al dettaglio (40%) con 30.000 euro di ricavi e fa l'agente di commercio (62%) con 10.000 euro ha un reddito forfettario di 18.200 euro. Con 4.600 euro di contributi INPS versati, l'imponibile è 13.600 euro e l'imposta al 15% è 2.040 euro.

Attività Ricavi Coefficiente Reddito
Commercio al dettaglio 30.000 € 40% 12.000 €
Intermediario del commercio 10.000 € 62% 6.200 €
Totale 40.000 € — 18.200 €
Contributi versati nell'anno − 4.600 €
Reddito imponibile 13.600 €
Imposta sostitutiva 15% 2.040 €

Il limite di 85.000 euro si controlla sul totale dei ricavi (40.000 euro), non attività per attività. Cosa succede quando lo si supera è spiegato nella guida su quando si esce dal forfettario.

Quali errori controllare prima di chiudere il calcolo?

Gli errori più comuni sono quattro: usare il fatturato invece dell'incassato, dedurre i contributi di competenza invece di quelli pagati, sbagliare il coefficiente per un codice ATECO cambiato e lasciare il 5% oltre il quinto anno. Una verifica cliente per cliente su questi punti evita la maggior parte delle rettifiche.

Una checklist per lo studio:

  1. confronta gli incassi con l'estratto conto, non con l'elenco delle fatture emesse;
  2. somma i contributi dagli F24 pagati nell'anno (rate fisse, saldo, acconti);
  3. verifica il codice ATECO 2007 che determina il coefficiente di ogni attività;
  4. controlla l'anno di inizio attività e le condizioni per il 5%;
  5. ricalcola gli acconti dell'anno dopo sulla nuova imposta.

Con Commercialista AI il calcolo ripetitivo per ogni cliente lo fa il programma al posto tuo e prepara gli F24, mentre lo studio controlla e approva. Se sei titolare di una partita IVA forfettaria, verifica i tuoi numeri con il tuo commercialista.

Domande frequenti

Come si calcola l'imposta sostitutiva del forfettario?

Si moltiplicano i ricavi o compensi incassati per il coefficiente di redditività del proprio gruppo di attività, si tolgono i contributi previdenziali obbligatori versati nell'anno e sul risultato si applica il 15%, oppure il 5% per i primi cinque anni di una nuova attività con i requisiti di legge.

I contributi INPS si scalano dai ricavi o dal reddito?

Dal reddito. Prima si applica il coefficiente ai ricavi, poi dal reddito forfettario si tolgono i contributi obbligatori versati nell'anno, per cassa. Se i contributi superano il reddito forfettario, l'eccedenza si può dedurre dal reddito complessivo solo se ci sono altri redditi soggetti a IRPEF.

Quanto dura l'aliquota del 5%?

Cinque periodi d'imposta, contando anche l'anno di apertura anche se l'attività inizia a fine anno. Dal sesto anno, se si resta nel regime, si applica il 15%.

Con più attività si usano più coefficienti?

Sì. Se il forfettario svolge attività di gruppi diversi, applica a ogni gruppo il proprio coefficiente sui ricavi di quell'attività e somma i redditi ottenuti. Il limite di 85.000 euro si verifica sulla somma di tutti i ricavi.

Quali codici tributo si usano per l'imposta sostitutiva?

1792 per il saldo, 1790 per la prima rata di acconto e 1791 per la seconda rata o per l'acconto in unica soluzione (risoluzione 59/E del 2015). I codici si indicano nella sezione Erario dell'F24.

Fonti ufficiali

Contenuto informativo aggiornato al 14 ottobre 2026. Le norme cambiano: prima di applicarlo verifica le fonti ufficiali citate.

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