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Contributi INPS artigiani e commercianti forfettari 2026: minimale, aliquote, riduzione del 35% e calcolo con esempio

Aggiornato il · 8 min di lettura · Redazione di Commercialista AI

Articolo scritto con l'intelligenza artificiale e controllato sulle fonti ufficiali citate.

In breve

Nel 2026 un artigiano forfettario paga almeno 4.521,36 euro di contributi fissi (commerciante 4.611,64) sul minimale di 18.808 euro, più il 24% (24,48%) sul reddito eccedente. Con la riduzione del 35% il fisso dell'artigiano scende a 2.941,49 euro. Fonte: circolare INPS n. 14 del 9 febbraio 2026.

I punti chiave

  • Minimale 2026: 18.808 euro. Contributo fisso annuo: 4.521,36 euro artigiani, 4.611,64 euro commercianti (circolare INPS n. 14 del 9 febbraio 2026).
  • Sul reddito oltre il minimale: 24% artigiani e 24,48% commercianti fino a 56.224 euro, un punto in più oltre.
  • Riduzione del 35% per i forfettari, solo su domanda: per chi è già in attività entro il 28 febbraio.
  • Rate fisse: 18 maggio, 20 agosto, 16 novembre 2026, 16 febbraio 2027. Eccedenza: alle scadenze delle imposte, secondo acconto entro il 30 novembre 2026.

Quanto paga di INPS un forfettario artigiano o commerciante nel 2026?

Nel 2026 un artigiano forfettario paga almeno 4.521,36 euro di contributi fissi e un commerciante 4.611,64 euro, anche con reddito più basso del minimale di 18.808 euro. Sulla parte di reddito forfettario oltre il minimale si aggiunge il 24% (artigiani) o il 24,48% (commercianti). Con la riduzione del 35% gli importi scendono.

Il regime forfettario non cambia le regole della gestione artigiani e commercianti: cambia la base. Il reddito su cui si calcolano i contributi è il reddito d'impresa determinato con il coefficiente di redditività, cioè ricavi incassati per coefficiente (in dichiarazione, la somma delle colonne 5 dei righi del quadro LM dedicati ai gruppi di attività, al netto delle eventuali perdite pregresse).

Gli iscritti alla Gestione separata (professionisti senza cassa) seguono regole diverse, senza minimale da pagare in quote fisse: qui non sono trattati.

Quali sono minimale, aliquote e massimale INPS 2026?

La circolare INPS n. 14 del 9 febbraio 2026 fissa il minimale a 18.808 euro, le aliquote al 24% per gli artigiani e al 24,48% per i commercianti fino a 56.224 euro (25% e 25,48% oltre) e il massimale a 93.707 euro per chi ha anzianità contributiva prima del 1996, 122.295 euro per gli altri.

Valore 2026 Artigiani Commercianti
Reddito minimale 18.808 € 18.808 €
Aliquota fino a 56.224 € 24% 24,48%
Aliquota da 56.224 € al massimale 25% 25,48%
Contributo fisso annuo (IVS + maternità) 4.521,36 € 4.611,64 €
di cui maternità 7,44 € 7,44 €
Massimale (anzianità prima del 1996) 93.707 € 93.707 €
Massimale (iscritti dal 1996 senza anzianità precedente) 122.295 € 122.295 €

Per i commercianti lo 0,48% in più finanzia l'indennizzo per la cessazione dell'attività commerciale. Minimale e massimale valgono per ogni persona iscritta (titolare, coadiuvante, coadiutore), non per l'impresa.

Come funziona la riduzione del 35% per i forfettari?

I forfettari iscritti alla gestione artigiani o commercianti possono pagare il 35% in meno di contributi, sia sulla quota fissa sia sull'eccedenza. La riduzione è prevista dall'art. 1, commi 76-84, della legge 190/2014, non è automatica e non riguarda il contributo di maternità di 7,44 euro, che resta intero.

Con la riduzione, il contributo fisso dell'artigiano 2026 diventa 4.513,92 × 65% = 2.934,05 euro, più 7,44 euro di maternità: 2.941,49 euro l'anno, circa 735 euro a rata, con un risparmio di circa 1.580 euro. Per i commercianti il fisso ridotto è di circa 3.000 euro: l'importo esatto è quello calcolato dall'INPS nel Cassetto previdenziale.

Sull'eccedenza l'aliquota dell'artigiano passa dal 24% al 15,6% (24% × 65%).

L'effetto sulla pensione va spiegato al cliente prima che scelga: se in un anno i contributi versati sono inferiori a quelli ordinari sul minimale, l'INPS accredita i mesi in proporzione al versato (art. 2, comma 29, legge 335/1995). Con un reddito vicino al minimale, il cliente paga meno ma si vede accreditare meno di dodici mesi.

La riduzione è alternativa alla riduzione del 50% per 36 mesi prevista dalla legge 207/2024 per chi si è iscritto per la prima volta nel 2025: le due agevolazioni non si sommano.

Come e quando si chiede la riduzione del 35%?

La domanda si presenta online dal Cassetto previdenziale artigiani e commercianti, nella sezione delle istanze telematiche. Chi è già in attività la invia entro il 28 febbraio dell'anno, termine perentorio: per il 2027 entro il 28 febbraio 2027. Chi apre una nuova attività la invia appena riceve l'iscrizione alla gestione INPS.

I passi per lo studio:

  1. verifica che il cliente resti nel regime forfettario anche l'anno successivo;
  2. spiega al cliente risparmio ed effetto sulla pensione e fatti dare il suo consenso;
  3. entra nel Cassetto previdenziale (cliente o intermediario delegato) e invia l'adesione al regime agevolato;
  4. conserva la ricevuta e controlla che dalla rata successiva gli importi nel Cassetto risultino ridotti.

Tre regole da ricordare:

  • Domanda tardiva: inviata dopo il 28 febbraio, vale dal 1° gennaio dell'anno successivo.
  • Rinnovo: non serve ripresentarla; continua finché restano i requisiti e non c'è rinuncia.
  • Rinuncia: inviata entro il 28 febbraio vale dal 1° gennaio dello stesso anno, dopo quella data dal 1° gennaio dell'anno successivo; è definitiva.
  • Uscita dal forfettario: il regime contributivo ordinario torna dal 1° gennaio dell'anno successivo.

Quando si pagano i contributi fissi e quelli sull'eccedenza?

I contributi fissi sul minimale si pagano in quattro rate: 18 maggio, 20 agosto, 16 novembre 2026 e 16 febbraio 2027. I contributi sul reddito oltre il minimale si pagano alle scadenze delle imposte sui redditi: saldo 2025 e primo acconto 2026 a luglio, secondo acconto entro il 30 novembre 2026.

Scadenza Cosa si paga Causale F24
18 maggio 2026 1ª rata fissi 2026 AF / CF
20 luglio 2026 (proroga per forfettari e ISA) Saldo eccedenza 2025 + 1° acconto eccedenza 2026 AP / CP
20 agosto 2026 2ª rata fissi 2026 AF / CF
16 novembre 2026 3ª rata fissi 2026 AF / CF
30 novembre 2026 2° acconto eccedenza 2026 AP / CP
16 febbraio 2027 4ª rata fissi 2026 AF / CF

AF e AP sono le causali degli artigiani, CF e CP quelle dei commercianti. Gli importi dei fissi, il codice sede e il codice INPS da indicare nell'F24 si leggono nel Cassetto previdenziale, nella sezione «Dati del mod. F24»; l'acconto sull'eccedenza invece lo calcola lo studio.

L'acconto sull'eccedenza si calcola sul reddito dell'anno precedente oltre il minimale e si divide in due rate di pari importo. Il saldo e il primo acconto sull'eccedenza si possono rateizzare insieme alle imposte; i contributi fissi e il secondo acconto di novembre no.

Esempio di calcolo: artigiano edile forfettario con 40.000 euro di ricavi

Un artigiano edile forfettario con 40.000 euro incassati nel 2025 e coefficiente 86% ha un reddito di 34.400 euro e un'eccedenza sul minimale di 15.592 euro. Nel 2026 paga 4.521,36 euro di fissi e 3.742,08 euro di acconti sull'eccedenza; con la riduzione del 35% paga 2.941,49 e 2.432,35 euro.

Esempio con importi inventati, acconti 2026 calcolati sul reddito 2025 con minimale e aliquote 2026:

Voce Senza riduzione Con riduzione 35%
Ricavi incassati 2025 40.000 € 40.000 €
Reddito forfettario (× 86%) 34.400 € 34.400 €
Eccedenza sul minimale (34.400 − 18.808) 15.592 € 15.592 €
Contributi fissi 2026 (4 rate) 4.521,36 € 2.941,49 €
Acconti eccedenza 2026 (24% / 15,6%) 3.742,08 € 2.432,35 €
di cui 1° acconto (luglio) 1.871,04 € 1.216,18 €
di cui 2° acconto (30 novembre 2026) 1.871,04 € 1.216,18 €
Totale fissi + acconti dovuti per il 2026 8.263,44 € 5.373,84 €

Il saldo 2025 sull'eccedenza, pagato a luglio, si aggiunge e dipende dai valori 2025. Nel 2027, con il reddito effettivo del 2026, si fa il conguaglio: se il reddito 2026 è più alto si paga la differenza a saldo, se è più basso l'eccedenza a credito si recupera.

I contributi versati nell'anno si deducono dal reddito su cui si calcola l'imposta sostitutiva: chi paga meno contributi con la riduzione del 35% ha una deduzione più bassa e quindi un'imposta sostitutiva un po' più alta. Il risparmio netto è inferiore alla sola differenza di contributi. Per l'imposta sostitutiva e il suo acconto di novembre vedi la guida al secondo acconto forfettario 2026.

Cosa deve controllare lo studio a novembre?

A novembre lo studio deve preparare per ogni cliente forfettario artigiano o commerciante la 3ª rata dei fissi entro il 16 novembre e il secondo acconto sull'eccedenza entro il 30 novembre, verificando chi ha la riduzione del 35% e scaricando dal Cassetto previdenziale i dati corretti per l'F24.

Una checklist rapida:

  1. elenca i clienti iscritti alla gestione artigiani o commercianti e segna chi ha la riduzione del 35%;
  2. scarica dal Cassetto previdenziale l'F24 della 3ª rata, scadenza lunedì 16 novembre 2026;
  3. calcola il secondo acconto sull'eccedenza (AP o CP) e mettilo nell'F24 del 30 novembre con l'imposta sostitutiva (1791);
  4. ricorda ai clienti che vogliono la riduzione dal 2027 che la domanda va inviata entro il 28 febbraio 2027;
  5. invia gli F24 e controlla chi ha pagato: qui c'è il metodo per inviare gli F24 a tutti i clienti, e tutte le date del mese sono nelle scadenze fiscali di novembre 2026.

Con Commercialista AI questo lavoro lo fa il programma al posto tuo: per ogni cliente forfettario prepara gli F24 di imposta sostitutiva e contributi e li invia, mentre lo studio controlla e approva. Se sei titolare di una partita IVA forfettaria, verifica gli importi con il tuo commercialista.

Domande frequenti

Quanto paga di contributi INPS un artigiano forfettario nel 2026?

Almeno 4.521,36 euro l'anno di contributi fissi sul minimale di 18.808 euro, in quattro rate. Sul reddito forfettario oltre il minimale paga il 24% fino a 56.224 euro e il 25% oltre. Con la riduzione del 35% il fisso scende a 2.941,49 euro.

Entro quando si chiede la riduzione del 35% dei contributi?

Chi è già in attività la chiede entro il 28 febbraio dell'anno, termine che l'INPS considera perentorio: per il 2027 entro il 28 febbraio 2027. Chi inizia l'attività la chiede il prima possibile dopo l'iscrizione alla gestione. La domanda si presenta dal Cassetto previdenziale artigiani e commercianti.

La riduzione del 35% va rinnovata ogni anno?

No. Continua finché restano i requisiti del regime forfettario e il contribuente non rinuncia. La rinuncia è definitiva: chi torna al regime ordinario non può chiedere di nuovo la riduzione.

La riduzione del 35% riduce la pensione?

Può ridurla. Se i contributi versati in un anno sono inferiori a quelli ordinari sul minimale, l'INPS accredita i mesi in proporzione a quanto pagato, quindi meno di dodici. Con redditi più alti la parte sull'eccedenza può riportare l'accredito a dodici mesi.

Quando si pagano i contributi INPS fissi nel 2026?

In quattro rate: 18 maggio 2026, 20 agosto 2026, 16 novembre 2026 e 16 febbraio 2027. Importi e codici per l'F24 si trovano nel Cassetto previdenziale, nella sezione Dati del mod. F24.

Fonti ufficiali

Contenuto informativo aggiornato al 14 ottobre 2026. Le norme cambiano: prima di applicarlo verifica le fonti ufficiali citate.

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