Forfettario: quando si esce superando 85.000 o 100.000 euro, tabella dei casi e cosa fare con IVA, fatture e contributi
Articolo scritto con l'intelligenza artificiale e controllato sulle fonti ufficiali citate.
In breve
Il forfettario che incassa più di 85.000 euro ma non oltre 100.000 resta nel regime fino al 31 dicembre ed esce dal 1° gennaio dell'anno dopo. Chi supera 100.000 euro esce subito: applica l'IVA dall'operazione che fa superare la soglia e determina il reddito dell'intero anno in modo ordinario (legge 190/2014 e circolare 32/E del 5 dicembre 2023).
I punti chiave
- Fino a 85.000 euro incassati: si resta nel forfettario.
- Da 85.000,01 a 100.000 euro: si resta fino al 31 dicembre, si esce dal 1° gennaio dell'anno dopo.
- Oltre 100.000 euro: si esce subito, con IVA dall'operazione che fa superare la soglia (circolare 32/E del 5 dicembre 2023).
- Conta l'incassato, non il fatturato.
Quando si esce dal regime forfettario?
Si esce dal forfettario in due modi. Con incassi fra 85.000 e 100.000 euro l'uscita avviene dal 1° gennaio dell'anno successivo. Con incassi oltre 100.000 euro l'uscita è immediata, nello stesso anno, dall'operazione che fa superare la soglia. La legge di bilancio 2023 ha portato il limite da 65.000 a 85.000 euro e ha introdotto l'uscita immediata oltre 100.000 euro.
Il requisito di base del regime (art. 1, comma 54, legge 190/2014) è aver incassato nell'anno precedente ricavi o compensi, ragguagliati ad anno, non superiori a 85.000 euro. La soglia di 100.000 euro è invece un limite che si controlla durante l'anno, incasso per incasso, e non si ragguaglia.
Tabella dei casi: cosa succede a 85.000 e a 100.000 euro
La tabella riassume le situazioni più frequenti. In tutti i casi le soglie si calcolano sulla somma dei ricavi incassati di tutte le attività del contribuente, non sul fatturato e non attività per attività.
| Incassi dell'anno | Anno in corso | Anno successivo |
|---|---|---|
| Fino a 85.000 € | Forfettario | Forfettario (se non ci sono altre cause di uscita) |
| Oltre 85.000 € fino a 100.000 € | Forfettario fino al 31/12, senza IVA | Regime ordinario dal 1° gennaio |
| Oltre 100.000 € | Uscita immediata: IVA dall'operazione che supera la soglia, reddito dell'intero anno in modo ordinario | Regime ordinario |
| Attività iniziata in corso d'anno, ricavi ragguagliati ad anno oltre 85.000 € (ma incassi entro 100.000 €) | Forfettario | Regime ordinario dal 1° gennaio |
| Ricavi dell'anno precedente tornati entro 85.000 € dopo un'uscita | — | Si può rientrare, se non ci sono cause di esclusione |
Il ragguaglio riguarda chi ha iniziato l'attività durante l'anno: la soglia di 85.000 euro si rapporta ai giorni di attività. La soglia di 100.000 euro non si ragguaglia mai.
Cosa succede se si superano 85.000 euro?
Fra 85.000 e 100.000 euro di incassi non cambia nulla per l'anno in corso: si continua a fatturare senza IVA e senza ritenuta, e l'imposta sostitutiva si calcola su tutto l'anno. Dal 1° gennaio successivo si passa al regime ordinario, con IVA, contabilità e IRPEF a scaglioni.
Cosa preparare con il cliente per l'anno dopo:
- IVA: dal 1° gennaio le fatture si emettono con IVA; partono liquidazioni periodiche e registri.
- Rettifica della detrazione IVA: sui beni e servizi acquistati nel forfettario e non ancora ceduti o utilizzati si può recuperare l'IVA non detratta con la rettifica della detrazione prevista dal decreto IVA.
- Reddito analitico: ricavi meno costi documentati, quindi i costi vanno conservati e registrati.
- Ritenute: i compensi pagati da sostituti d'imposta subiscono la ritenuta d'acconto.
- Contributi: per artigiani e commercianti la riduzione del 35% cessa; il regime contributivo ordinario torna dal 1° gennaio dell'anno successivo all'uscita (vedi i contributi INPS dei forfettari 2026).
Cosa succede se si superano 100.000 euro?
Oltre 100.000 euro l'uscita è immediata. Secondo la circolare 32/E del 2023, l'IVA è dovuta già dall'operazione che fa superare la soglia, sull'intero corrispettivo e non solo sulla parte oltre 100.000 euro, e il reddito di tutto l'anno si determina con le regole ordinarie, ricavi meno costi.
Le regole operative chiarite dall'Agenzia delle Entrate:
- L'incasso è la linea di confine. Se la fattura che fa sforare è emessa insieme all'incasso, deve avere l'IVA. Se era già stata emessa senza IVA e l'incasso arriva dopo, gli obblighi IVA scattano all'incasso e la fattura va integrata.
- Le operazioni già fatturate prima dell'incasso che fa sforare restano nel forfettario, anche se incassate dopo.
- Le operazioni successive (o non ancora fatturate) si fatturano con IVA.
- Detrazione IVA: spetta sugli acquisti effettuati dopo l'uscita; non su quelli effettuati prima, anche se la fattura arriva dopo.
- Costi dell'anno: i costi sostenuti prima dell'uscita entrano nel reddito ordinario dell'anno; l'IVA non detratta e non rettificabile diventa costo.
- Adempimenti IVA: comunicazioni delle liquidazioni periodiche e dichiarazione IVA annuale per l'anno di uscita.
Per lo studio è il caso più costoso: il reddito dell'anno va ricostruito in modo analitico anche per i mesi passati nel forfettario.
Esempio: due clienti, due soglie
Un consulente che incassa 92.000 euro nel 2026 resta forfettario per tutto il 2026 e passa all'ordinario dal 1° gennaio 2027. Un secondo consulente che con un incasso del 10 novembre 2026 arriva a 104.000 euro esce subito: quella fattura e le successive hanno IVA, e il reddito 2026 è calcolato come ricavi meno costi.
Esempio con importi inventati:
| Cliente A | Cliente B | |
|---|---|---|
| Incassi al 10/11/2026 | 80.000 € | 96.000 € |
| Incasso del 10/11/2026 | 8.000 € | 8.000 € |
| Totale incassato nel 2026 | 92.000 € | 104.000 € |
| IVA sulla fattura del 10/11 | No | Sì, su tutti gli 8.000 € |
| Regime 2026 | Forfettario | Ordinario per l'intero anno (reddito) |
| Regime 2027 | Ordinario | Ordinario |
Per il cliente A lo studio deve anche preparare il calcolo dell'imposta sostitutiva 2026 con le regole consuete: vedi il calcolo dell'imposta sostitutiva del forfettario.
Quali altre cause fanno uscire dal forfettario?
Oltre alle soglie di ricavi, si esce dal forfettario dall'anno successivo se nell'anno precedente si superano 20.000 euro lordi di spese per lavoro dipendente e collaboratori, se si hanno redditi di lavoro dipendente o assimilati oltre 35.000 euro (soglia confermata per il 2026 dalla legge di bilancio 2026) o se si verificano altre cause di esclusione previste dalla legge.
| Causa | Soglia o condizione | Effetto |
|---|---|---|
| Spese per lavoro dipendente e collaboratori | Oltre 20.000 € lordi nell'anno precedente | Uscita dall'anno successivo |
| Redditi di lavoro dipendente o assimilati | Oltre 35.000 € nell'anno precedente (verifica 2026 sui redditi 2025); non conta se il rapporto è cessato | Uscita dall'anno successivo |
| Partecipazioni in società di persone o associazioni professionali; controllo di SRL con attività riconducibile | Possesso della partecipazione | Causa di esclusione |
Per il 2027 la soglia del lavoro dipendente, senza nuove proroghe, tornerebbe a 30.000 euro.
Cosa deve controllare lo studio da ottobre a dicembre?
Nell'ultimo trimestre lo studio deve controllare gli incassi progressivi di ogni cliente forfettario, avvisare chi si avvicina a 85.000 e soprattutto a 100.000 euro e decidere con lui se e quando incassare le ultime fatture.
- estrai gli incassi progressivi dall'estratto conto, non dal registro delle fatture;
- segna i clienti oltre 75.000 euro e quelli con fatture importanti ancora da incassare;
- avvisa per tempo chi può superare 100.000 euro: dopo l'incasso non si torna indietro;
- per chi supererà 85.000 euro prepara il passaggio all'ordinario dal 1° gennaio.
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Domande frequenti
Se supero 85.000 euro esco subito dal forfettario?
No. Se gli incassi dell'anno superano 85.000 euro ma restano entro 100.000, si resta forfettari fino al 31 dicembre e si passa al regime ordinario dal 1° gennaio dell'anno successivo.
Cosa succede se supero 100.000 euro di incassi?
Si esce dal regime nello stesso anno. L'IVA si applica dall'operazione che fa superare la soglia, sull'intero corrispettivo, e il reddito dell'anno si calcola con le regole ordinarie (ricavi meno costi), come chiarito dalla circolare 32/E del 2023.
Le soglie si calcolano sul fatturato o sugli incassi?
Sugli incassi. Contano i ricavi e compensi incassati nell'anno; una fattura emessa a dicembre e pagata a gennaio conta per l'anno dell'incasso.
Dopo essere usciti si può rientrare nel forfettario?
Sì, quando tornano tutti i requisiti: ricavi dell'anno precedente entro 85.000 euro e nessuna causa di esclusione. La legge non prevede un periodo minimo di esclusione per chi esce per superamento della soglia.
Ci sono altre cause che fanno uscire dal forfettario?
Sì. Fra le principali: spese per lavoratori dipendenti e collaboratori oltre 20.000 euro lordi, redditi di lavoro dipendente oltre 35.000 euro nell'anno precedente (soglia confermata per il 2026) e alcune partecipazioni in società. In questi casi si esce dall'anno successivo.
Fonti ufficiali
- Gazzetta Ufficiale - Legge 23 dicembre 2014, n. 190 (art. 1, commi 54-89)
- InformazioneFiscale - Circolare 32/E del 5 dicembre 2023: limiti d'accesso e fuoriuscita
- Eutekne EC News - Uscita dal forfettario e rinascita dell'IVA
- InformazioneFiscale - Fuoriuscita dal regime forfettario: anno precedente, in corso e successivo
- PartitaIVA.it - Ho superato 85.000 euro nel regime forfettario: cosa succede
- Fisco7 - Legge di bilancio 2026, forfettari: le novità
- Money.it - Legge di bilancio 2026, le novità per il regime forfettario
Contenuto informativo aggiornato al 14 ottobre 2026. Le norme cambiano: prima di applicarlo verifica le fonti ufficiali citate.