Contributi INPS Gestione separata per i forfettari 2026: aliquota 26,07%, minimale, acconti dell'80% ed esempio di calcolo
Articolo scritto con l'intelligenza artificiale e controllato sulle fonti ufficiali citate.
In breve
Nel 2026 il professionista forfettario senza cassa iscritto alla Gestione separata paga il 26,07% del reddito forfettario (compensi incassati per il coefficiente del 78%), fino al massimale di 122.295 euro. Non c'è un contributo fisso: sotto il minimale di 18.808 euro si pagano meno contributi e si accreditano meno mesi. Fonte: circolare INPS n. 8 del 3 febbraio 2026.
I punti chiave
- Aliquota 2026 per i professionisti senza altra previdenza: 26,07% (25% IVS, 0,72% tutele, 0,35% ISCRO). Pensionati e iscritti ad altra previdenza: 24%.
- Minimale 18.808 euro, massimale 122.295 euro (circolare INPS n. 8 del 3 febbraio 2026).
- Base: reddito forfettario (compensi incassati × 78% per i professionisti), senza togliere i contributi.
- Acconti: 80% dei contributi dell'anno prima, in due rate del 40%. Seconda rata 2026 entro lunedì 30 novembre 2026.
Quanto paga di Gestione separata un forfettario nel 2026?
Nel 2026 il professionista forfettario senza cassa paga alla Gestione separata il 26,07% del reddito forfettario, fino al massimale di 122.295 euro. Non ci sono contributi fissi: con 31.200 euro di reddito paga 8.133,84 euro; con un reddito sotto il minimale di 18.808 euro paga meno ma si vede accreditare meno di dodici mesi.
La Gestione separata riguarda i professionisti con partita IVA che non hanno una cassa propria (consulenti, formatori, informatici, grafici e simili). Artigiani e commercianti forfettari seguono invece la gestione IVS con minimale e rate fisse: per loro c'è la guida ai contributi INPS dei forfettari 2026.
Quali sono le aliquote, il minimale e il massimale 2026?
La circolare INPS n. 8 del 3 febbraio 2026 fissa per i professionisti iscritti solo alla Gestione separata l'aliquota del 26,07%, per chi è pensionato o ha un'altra previdenza obbligatoria il 24%, con minimale di 18.808 euro e massimale di 122.295 euro.
| Valore 2026 | Importo |
|---|---|
| Aliquota professionisti senza altra previdenza | 26,07% (25% + 0,72% + 0,35%) |
| Aliquota pensionati o iscritti ad altra previdenza obbligatoria | 24% |
| Minimale di reddito per l'accredito di 12 mesi | 18.808 € |
| Contributo per l'accredito dell'intero anno (26,07%) | 4.903,25 € |
| Contributo per l'accredito dell'intero anno (24%) | 4.513,92 € |
| Massimale di reddito | 122.295 € |
Lo 0,72% finanzia maternità, assegni familiari e malattia; lo 0,35% l'ISCRO, l'indennità per i professionisti che subiscono un calo di reddito. Nel 2025 l'aliquota era la stessa (26,07%), con minimale di 18.555 euro e massimale di 120.607 euro (circolare INPS n. 27 del 30 gennaio 2025): sono i valori del saldo 2025.
La riduzione del 35% prevista per i forfettari vale solo per artigiani e commercianti: chi è nella Gestione separata paga l'aliquota piena.
Su quale reddito si calcolano i contributi?
Per il forfettario la base dei contributi è il reddito forfettario: compensi incassati nell'anno per il coefficiente di redditività, il 78% per le attività professionali. I contributi versati non si tolgono da questa base: si tolgono solo dal reddito su cui si calcola l'imposta sostitutiva.
Le due basi sono diverse e vanno tenute distinte:
| Calcolo | Base |
|---|---|
| Contributi Gestione separata | Compensi × coefficiente |
| Imposta sostitutiva 5% o 15% | Compensi × coefficiente − contributi obbligatori versati nell'anno |
La differenza spiega perché l'imposta sostitutiva scende quando si pagano più contributi, mentre i contributi no. Il calcolo dell'imposta passo per passo è nella guida al calcolo dell'imposta sostitutiva del forfettario.
Come funzionano saldo e acconti?
I contributi della Gestione separata si pagano alle scadenze delle imposte sui redditi: saldo dell'anno prima e primo acconto insieme, secondo acconto a novembre. L'acconto totale è l'80% dei contributi dovuti per l'anno precedente, diviso in due rate del 40%.
| Scadenza 2026 | Cosa si paga |
|---|---|
| 20 luglio 2026 (termine prorogato per forfettari e soggetti ISA) | Saldo contributi 2025 + 1° acconto 2026 (40%) |
| Lunedì 30 novembre 2026 | 2° acconto 2026 (40%) |
Nell'F24 i contributi vanno nella sezione INPS con la causale PXX. Saldo e primo acconto si possono rateizzare insieme alle imposte; il secondo acconto di novembre no.
Nel 2027, a saldo, si calcolano i contributi effettivi sul reddito 2026 con le aliquote 2026 e si tolgono gli acconti versati. Se il reddito 2026 è più alto si paga la differenza; se è più basso nasce un credito.
Esempio: professionista forfettario con 40.000 euro di compensi
Un consulente forfettario con 40.000 euro incassati nel 2025 ha un reddito forfettario di 31.200 euro e deve 8.133,84 euro di contributi 2025. Gli acconti 2026 sono l'80%, cioè 6.507,07 euro: 3.253,54 euro a luglio e 3.253,54 euro entro il 30 novembre 2026.
Esempio con importi inventati, senza altre forme di previdenza:
| Voce | Importo |
|---|---|
| Compensi incassati 2025 | 40.000,00 € |
| Reddito forfettario (× 78%) | 31.200,00 € |
| Contributi dovuti per il 2025 (× 26,07%) | 8.133,84 € |
| Acconti 2026 (80%) | 6.507,07 € |
| 1° acconto (con il saldo, luglio 2026) | 3.253,54 € |
| 2° acconto (30 novembre 2026) | 3.253,54 € |
Con un reddito di 31.200 euro, sopra il minimale, il 2025 vale dodici mesi ai fini della pensione. I contributi pagati nel 2026 (saldo 2025 e acconti 2026) si deducono dal reddito forfettario 2026 per l'imposta sostitutiva.
Cosa succede se il reddito è sotto il minimale?
Con un reddito forfettario inferiore a 18.808 euro il professionista paga solo il 26,07% del reddito effettivo, senza integrazioni, ma l'INPS accredita i mesi in proporzione: con 11.700 euro di reddito i contributi sono 3.050,19 euro e i mesi accreditati circa sette invece di dodici.
Esempio: compensi 15.000 euro × 78% = 11.700 euro di reddito; contributi 11.700 × 26,07% = 3.050,19 euro. Il rapporto fra reddito e minimale (11.700 su 18.808) è circa il 62%: l'anno non vale per intero ai fini della pensione. È un punto da spiegare al cliente che chiede perché il suo estratto conto previdenziale ha mesi mancanti.
Cosa deve controllare lo studio a novembre?
Entro il 30 novembre 2026 lo studio deve calcolare il secondo acconto della Gestione separata per ogni professionista forfettario senza cassa, verificare l'aliquota corretta (26,07% o 24%) e metterlo nello stesso F24 dell'acconto dell'imposta sostitutiva.
- elenca i clienti forfettari iscritti alla Gestione separata e segna chi paga il 24%;
- prendi i contributi dovuti per il 2025 dal quadro RR di Redditi PF 2026;
- calcola il 40% e controlla quanto è stato versato a luglio;
- per i clienti con incassi 2026 in forte calo valuta il metodo previsionale, con i rischi che comporta;
- prepara l'F24 con causale PXX e il codice 1791 dell'imposta sostitutiva, invialo e controlla il pagamento. Il calendario completo è nelle scadenze fiscali di novembre 2026.
Con Commercialista AI questo lavoro lo fa il programma al posto tuo: prepara gli F24 di contributi e imposta sostitutiva per ogni cliente e li invia, mentre lo studio controlla e approva. Se sei un professionista forfettario, verifica gli importi con il tuo commercialista.
Domande frequenti
Quanto paga di Gestione separata un forfettario nel 2026?
Il 26,07% del reddito forfettario, cioè dei compensi incassati moltiplicati per il coefficiente di redditività (78% per i professionisti). Chi è già pensionato o iscritto a un'altra previdenza obbligatoria paga il 24%.
Nella Gestione separata c'è un minimo da pagare?
No. Non ci sono rate fisse: si paga in percentuale sul reddito. Il minimale di 18.808 euro serve per l'accredito: con un reddito più basso i mesi accreditati ai fini della pensione sono meno di dodici.
La riduzione del 35% vale per la Gestione separata?
No. La riduzione del 35% riguarda solo i forfettari iscritti alle gestioni artigiani e commercianti. Gli iscritti alla Gestione separata pagano l'aliquota piena.
Quanto si paga di acconto di Gestione separata?
L'80% dei contributi dovuti per l'anno precedente, in due rate del 40%: la prima con il saldo (per i forfettari entro il 20 luglio 2026, termine prorogato), la seconda entro lunedì 30 novembre 2026.
I contributi di Gestione separata si deducono dall'imposta sostitutiva?
Sì. I contributi versati nell'anno si tolgono dal reddito forfettario prima di applicare il 5% o il 15%. Non si tolgono invece dalla base su cui si calcolano i contributi stessi.
Fonti ufficiali
- Eutekne EC News - Gestione separata: aliquote contributive 2026 (circolare INPS n. 8 del 3 febbraio 2026)
- InformazioneFiscale - Gestione separata, aliquote, minimale e massimale 2026
- InvestireOggi - Contributi INPS 2026 in Gestione separata, circolare INPS n. 8/2026
- Edotto - Gestione separata INPS: aliquote contributive per il 2025 (circolare n. 27 del 30 gennaio 2025)
- Fiscozen - Acconto INPS Gestione separata: come si calcola
- Quickfisco - Contributi Gestione separata 2026 per il regime forfettario
- PartitaIVA.it - Scadenze fiscali luglio 2026 (proroga al 20 luglio per ISA e forfettari)
Contenuto informativo aggiornato al 14 ottobre 2026. Le norme cambiano: prima di applicarlo verifica le fonti ufficiali citate.