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Ravvedimento operoso per l'acconto non versato: sanzioni dopo il D.Lgs. 87/2024, interessi legali 2026 all'1,6% ed esempi di calcolo

Aggiornato il · 5 min di lettura · Redazione di Commercialista AI

Articolo scritto con l'intelligenza artificiale e controllato sulle fonti ufficiali citate.

In breve

Un acconto non versato si regolarizza con il ravvedimento operoso pagando imposta, sanzione ridotta e interessi legali (1,6% annuo nel 2026). Per le violazioni dal 1° settembre 2024 la sanzione base è il 25%, dimezzata entro 90 giorni: con il ravvedimento si paga l'1,25% entro 30 giorni, l'1,39% entro 90 giorni e il 3,125% entro il termine della dichiarazione dell'anno.

I punti chiave

  • Sanzione per acconto non versato (violazioni dal 1° settembre 2024): 25%, ridotta al 12,5% se si paga entro 90 giorni (art. 13 D.Lgs. 471/1997, modificato dal D.Lgs. 87/2024).
  • Con il ravvedimento: 0,083% al giorno fino al 14° giorno, 1,25% fino al 30°, 1,39% fino al 90°, 3,125% entro la dichiarazione dell'anno, 3,57% dopo.
  • Interessi legali 1,6% annuo nel 2026 (2% per i giorni del 2025).
  • Si paga tutto insieme con un F24: acconto, sanzione e interessi, ognuno con il suo codice.

Come si regolarizza un acconto non versato?

Un acconto non versato o versato in meno si regolarizza con il ravvedimento operoso dell'art. 13 del D.Lgs. 472/1997: si paga l'acconto mancante, la sanzione ridotta in base ai giorni di ritardo e gli interessi legali maturati giorno per giorno. Si può fare finché non arriva un atto di liquidazione o di accertamento.

Il ravvedimento vale per tutti gli acconti delle imposte sui redditi: IRPEF, imposta sostitutiva del forfettario, cedolare secca, IRAP. Vale anche per l'acconto IVA di dicembre, con i codici propri dell'IVA. Per i soggetti che pagano l'acconto in due rate, ogni rata è una scadenza a sé: si ravvede la rata non pagata dalla sua scadenza.

Quali sono le sanzioni ridotte dopo il D.Lgs. 87/2024?

Per le violazioni commesse dal 1° settembre 2024 l'omesso versamento è punito con il 25%, ridotto al 12,5% se il ritardo non supera 90 giorni e a 1/15 per giorno nei primi 14 giorni. Il ravvedimento riduce ancora: a 1/10 entro 30 giorni, 1/9 entro 90, 1/8 entro il termine della dichiarazione dell'anno, 1/7 dopo.

Quando si paga (dalla scadenza) Sanzione base Riduzione Sanzione da pagare
Dal 1° al 14° giorno 12,5% ÷ 15 per giorno 1/10 circa 0,083% per giorno (1,16% al 14° giorno)
Dal 15° al 30° giorno 12,5% 1/10 1,25%
Dal 31° al 90° giorno 12,5% 1/9 1,39%
Oltre 90 giorni, entro il termine della dichiarazione dell'anno della violazione 25% 1/8 3,125%
Oltre il termine della dichiarazione dell'anno della violazione 25% 1/7 3,57%
Dopo il verbale di constatazione (PVC), prima dello schema di atto 25% 1/5 5%

Per le violazioni fino al 31 agosto 2024 restano le regole precedenti, con sanzione base del 30%. Per un acconto 2026, la «dichiarazione dell'anno della violazione» è il modello Redditi 2027, quello che riguarda l'anno 2026.

Quali interessi si pagano nel 2026?

Gli interessi del ravvedimento si calcolano al tasso legale, giorno per giorno, dal giorno dopo la scadenza al giorno del pagamento. Dal 1° gennaio 2026 il tasso legale è l'1,6% annuo (decreto MEF del 10 dicembre 2025); per i giorni di ritardo caduti nel 2025 si usa il 2%.

La formula: importo non versato × tasso × giorni di ritardo ÷ 365. Se il ritardo attraversa due anni, si fanno due calcoli con i rispettivi tassi e si sommano. Il tasso per il 2027 sarà fissato dal MEF a fine 2026: per i ritardi che arrivano nel 2027 va controllato prima del pagamento.

Esempio: seconda rata di acconto forfettario pagata in ritardo

Un forfettario che doveva versare 1.500 euro di secondo acconto entro il 30 novembre 2026 e paga il 10 dicembre 2026 (10 giorni) aggiunge 12,50 euro di sanzione e 0,66 euro di interessi. Se paga il 28 dicembre 2026 (28 giorni) la sanzione è 18,75 euro e gli interessi 1,84 euro.

Esempio con importi inventati, codici del regime forfettario:

Voce Pagamento 10/12/2026 Pagamento 28/12/2026
Acconto (codice 1791, anno 2026) 1.500,00 € 1.500,00 €
Giorni di ritardo 10 28
Sanzione ridotta (codice 8944) 0,833% = 12,50 € 1,25% = 18,75 €
Interessi 1,6% (codice 1944) 0,66 € 1,84 €
Totale F24 1.513,16 € 1.520,59 €

Il calendario completo del 30 novembre è nel secondo acconto forfettario 2026.

Esempio: prima rata di luglio regolarizzata a ottobre

Una prima rata di acconto di 2.000 euro con scadenza 20 luglio 2026, non pagata, regolarizzata venerdì 16 ottobre 2026 (88 giorni) costa 27,78 euro di sanzione (1/9 del 12,5%) e 7,72 euro di interessi. Se il contribuente aspetta il 30 novembre (133 giorni), la sanzione sale a 62,50 euro (3,125%).

Voce Pagamento 16/10/2026 Pagamento 30/11/2026
Acconto non versato 2.000,00 € 2.000,00 €
Giorni di ritardo dal 20/7 88 133
Sanzione ridotta 1,39% = 27,78 € 3,125% = 62,50 €
Interessi 1,6% 7,72 € 11,66 €
Totale 2.035,50 € 2.074,16 €

Il 20 luglio 2026 era il termine prorogato per forfettari e soggetti ISA. Due fonti di settore indicano che fino al 20 agosto 2026 si poteva ancora pagare con una maggiorazione dello 0,80%: chi ha usato quella finestra non deve fare il ravvedimento. Superato il 90° giorno di ritardo la sanzione passa dall'1,39% al 3,125%: per una prima rata di luglio non pagata, ottobre è il mese giusto per regolarizzare.

Quali codici tributo si usano nell'F24?

L'acconto si versa con il suo codice ordinario e l'anno d'imposta a cui si riferisce. Sanzione e interessi hanno codici propri: per l'IRPEF 8901 e 1989, per l'imposta sostitutiva del forfettario 8944 e 1944 (risoluzione 12/E del 2023). L'anno di riferimento è sempre quello dell'imposta, non quello del pagamento.

Tributo Acconto Sanzione Interessi
IRPEF 4033 (1ª rata), 4034 (2ª rata o unica) 8901 1989
Imposta sostitutiva forfettario 1790 (1ª rata), 1791 (2ª rata o unica) 8944 1944

Per l'acconto IVA di dicembre, che segue regole proprie (88% e tre metodi), vedi la guida all'acconto IVA 2026.

Cosa deve fare lo studio?

Lo studio deve confrontare, per ogni cliente, gli acconti dovuti con gli F24 effettivamente pagati, individuare le rate mancanti e calcolare subito il ravvedimento: ogni settimana di ritardo può far salire la sanzione allo scaglione successivo.

  1. dopo ogni scadenza controlla le quietanze F24 dei clienti;
  2. per le rate mancanti calcola giorni di ritardo, sanzione ridotta e interessi;
  3. prepara un F24 unico con acconto, sanzione e interessi, ognuno con il suo codice;
  4. se il cliente ha usato il metodo previsionale, a fine anno verifica che l'acconto non sia risultato insufficiente.

Con Commercialista AI il programma prepara al posto tuo gli F24 dei clienti e ricorda il pagamento a chi non ha risposto, mentre lo studio controlla e approva. Se sei un contribuente, verifica il calcolo con il tuo commercialista.

Domande frequenti

Quanto costa il ravvedimento di un acconto non versato?

Per le violazioni dal 1° settembre 2024: circa 0,083% per giorno di ritardo nei primi 14 giorni, 1,25% fino al 30° giorno, 1,39% fino al 90° giorno, 3,125% entro il termine della dichiarazione dell'anno della violazione e 3,57% dopo. Si aggiungono gli interessi legali giorno per giorno.

Qual è il tasso degli interessi legali nel 2026?

L'1,6% annuo dal 1° gennaio 2026, fissato con decreto del MEF del 10 dicembre 2025 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 13 dicembre 2025. Nel 2025 era il 2%: per i giorni di ritardo del 2025 si usa il 2%.

Quali codici tributo si usano per il ravvedimento dell'acconto?

Per l'IRPEF si versa l'acconto con il suo codice (4033 prima rata, 4034 seconda rata), la sanzione con l'8901 e gli interessi con il 1989. Per l'imposta sostitutiva del forfettario si usano 1790 o 1791 per l'imposta, 8944 per la sanzione e 1944 per gli interessi.

Fino a quando si può fare il ravvedimento dell'acconto?

Finché non è stato notificato un atto di liquidazione o di accertamento, compresa la comunicazione dell'esito del controllo automatico della dichiarazione. La sanzione ridotta cresce con il passare del tempo, quindi conviene regolarizzare presto.

Se ho pagato un acconto più basso con il metodo previsionale devo fare il ravvedimento?

Solo se l'acconto risulta insufficiente rispetto a quello dovuto sull'imposta effettiva dell'anno. In quel caso si può regolarizzare la differenza con il ravvedimento, anche prima di presentare la dichiarazione.

Fonti ufficiali

Contenuto informativo aggiornato al 14 ottobre 2026. Le norme cambiano: prima di applicarlo verifica le fonti ufficiali citate.

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