Vai al contenuto

Acconto forfettario nel primo anno di attività: quando non si paga, cosa succede il secondo anno ed esempio di calcolo

Aggiornato il · 5 min di lettura · Redazione di Commercialista AI

Articolo scritto con l'intelligenza artificiale e controllato sulle fonti ufficiali citate.

In breve

Nel primo anno di attività il forfettario non paga l'acconto dell'imposta sostitutiva: con il metodo storico l'acconto si calcola sull'imposta dell'anno precedente, che non c'è. Chi ha aperto la partita IVA nel 2026 paga tutta l'imposta 2026 a saldo nel 2027, insieme ai due acconti 2027 del 50% ciascuno (codici 1792, 1790 e 1791).

In breve

  • Primo anno: nessun acconto dell'imposta sostitutiva, perché manca l'imposta dell'anno precedente su cui calcolarlo (metodo storico).
  • Secondo anno: si paga tutto insieme, saldo del primo anno più due acconti del 50% sull'anno in corso.
  • Chi arriva dal regime ordinario: niente acconto di imposta sostitutiva il primo anno, ma può restare un acconto IRPEF per gli altri redditi.
  • Contributi INPS: nel primo anno nessun acconto sul reddito; artigiani e commercianti pagano comunque i contributi fissi.

Il forfettario paga l'acconto nel primo anno di attività?

No. Nel primo anno di attività il forfettario non deve versare l'acconto dell'imposta sostitutiva. Con il metodo storico l'acconto è pari al 100% dell'imposta dell'anno precedente (rigo LM42 del modello Redditi PF): chi ha aperto la partita IVA nell'anno non ha un'imposta precedente, quindi la base è zero e l'acconto non è dovuto.

Il principio vale per chi apre una nuova attività e, per l'imposta sostitutiva, anche per chi entra nel regime forfetario provenendo da un altro regime. L'acconto si può versare in modo volontario con il metodo previsionale, ma non c'è alcun obbligo e non ci sono sanzioni se non lo si versa.

Il costo di questo primo anno «libero» si paga dopo: l'imposta del primo anno si versa tutta a saldo l'anno successivo, insieme agli acconti del secondo anno.

Cosa si paga nel secondo anno di attività?

Nel secondo anno il forfettario paga in pochi mesi il saldo dell'intera imposta del primo anno e il 100% di acconto sul secondo anno, diviso in due rate del 50%. Per chi ha aperto nel 2026: saldo 2026 e primo acconto 2027 con il Redditi PF 2027, secondo acconto entro martedì 30 novembre 2027.

Versamento Codice tributo Anno di riferimento Termine
Saldo imposta 2026 (100%) 1792 2026 Termine del saldo 2027 (ordinariamente 30 giugno)
Primo acconto 2027 (50%) 1790 2027 Stesso F24 del saldo
Secondo acconto 2027 (50%) 1791 2027 30 novembre 2027

Il termine ordinario del saldo è il 30 giugno, con possibilità di pagare nei 30 giorni successivi con la maggiorazione dello 0,40%. Negli ultimi anni il termine per forfettari e soggetti ISA è stato spesso prorogato: nel 2026 è stato spostato al 20 luglio. Il termine del 2027 sarà confermato solo nel 2027.

Le due rate del 50% derivano dall'art. 58 del D.L. 124/2019, che la risoluzione 93/E del 2019 ha esteso ai forfettari. Saldo e primo acconto si possono rateizzare; il secondo acconto no. I codici sono spiegati nella guida ai codici tributo forfettario 1790, 1791 e 1792.

Esempio: apertura nel 2026, 20.000 euro di compensi

Un professionista forfettario che apre la partita IVA nel 2026, incassa 20.000 euro con coefficiente 78% e versa 1.500 euro di contributi ha un'imposta 2026 di 2.115 euro al 15% (705 euro al 5%). Nel 2027 paga 2.115 euro di saldo più 1.057,50 euro di primo acconto, e 1.057,50 euro a novembre.

Esempio con importi inventati, metodo storico:

Voce Aliquota 15% Aliquota 5%
Compensi incassati 2026 20.000 € 20.000 €
Reddito lordo (× 78%) 15.600 € 15.600 €
Contributi versati nel 2026 − 1.500 € − 1.500 €
Reddito imponibile 14.100 € 14.100 €
Imposta 2026 (rigo LM42) 2.115 € 705 €
Acconti versati nel 2026 0 € 0 €
Saldo 2026 (1792) 2.115 € 705 €
Primo acconto 2027, 50% (1790) 1.057,50 € 352,50 €
Secondo acconto 2027, 50% (1791, 30/11/2027) 1.057,50 € 352,50 €
Totale nel 2027 4.230 € 1.410 €

Nel 2027 il cliente paga quindi il doppio dell'imposta di un anno: 4.230 euro su un'imposta annua di 2.115. È il momento in cui molti nuovi forfettari scoprono di non aver accantonato abbastanza.

L'aliquota del 5% vale per i primi cinque anni per chi rispetta i requisiti di nuova attività dell'art. 1, comma 65, della legge 190/2014; altrimenti si applica il 15%.

Chi passa dal regime ordinario al forfettario paga gli acconti?

Nel primo anno di regime forfetario non è dovuto l'acconto dell'imposta sostitutiva, perché nell'anno precedente il contribuente pagava l'IRPEF e non l'imposta sostitutiva. Può invece restare dovuto un acconto IRPEF, se il contribuente ha altri redditi soggetti a IRPEF, per esempio da lavoro dipendente o da fabbricati.

Il caso opposto, l'uscita dal forfettario verso il regime ordinario, segue la stessa logica: l'acconto IRPEF con il metodo storico si calcola sull'IRPEF dell'anno precedente, in cui il reddito d'impresa o professionale era soggetto all'imposta sostitutiva. Con il metodo previsionale, invece, nella stima va compreso anche il reddito dell'attività.

In tutti i passaggi di regime conviene fare il conto anche con il metodo previsionale: il metodo storico, applicato in automatico, può portare a pagare troppo poco o nulla e poi tutto insieme a saldo.

E i contributi INPS del primo anno?

Nel primo anno non ci sono acconti dei contributi in percentuale sul reddito, perché anche questi si calcolano sul reddito dell'anno precedente. Gli iscritti alla Gestione separata pagano tutto a saldo l'anno dopo. Artigiani e commercianti pagano invece da subito i contributi fissi sul reddito minimale, in quattro rate.

Per gli artigiani e i commercianti forfettari c'è anche la riduzione contributiva del 35%, da chiedere all'INPS. Importi, scadenze e calcolo sono nella guida ai contributi INPS dei forfettari 2026.

Come preparare il cliente al secondo anno?

Conviene dare al nuovo cliente forfettario, già nel primo anno, una stima di quanto pagherà l'anno dopo e chiedergli di accantonare ogni mese una quota degli incassi. La quota si calcola sui suoi numeri: coefficiente di redditività, aliquota del 5% o del 15% e contributi della sua gestione previdenziale.

Una checklist per lo studio:

  1. all'apertura, spiega al cliente il meccanismo di saldo e acconto con un esempio sui suoi numeri;
  2. a settembre del primo anno, aggiorna la stima con gli incassi reali;
  3. a inizio anno successivo, comunica l'importo del saldo e degli acconti e le date;
  4. proponi la rateazione del saldo e del primo acconto se l'importo è alto;
  5. a novembre, ricorda il secondo acconto: qui trovi come gestire il secondo acconto forfettario.

Con Commercialista AI il promemoria e gli F24 del secondo anno li prepara il programma al posto tuo, mentre lo studio controlla. Se hai appena aperto la partita IVA forfettaria, verifica i tuoi importi con il tuo commercialista.

Domande frequenti

Chi apre la partita IVA forfettaria deve pagare l'acconto il primo anno?

No. Con il metodo storico l'acconto dell'imposta sostitutiva si calcola sull'imposta dell'anno precedente: nel primo anno manca la base e l'acconto non è dovuto. Si può versare un acconto volontario, ma non è obbligatorio.

Quando paga le prime tasse un forfettario che ha aperto nel 2026?

Nel 2027, con la dichiarazione Redditi PF 2027: entro il termine del saldo (ordinariamente il 30 giugno, salvo proroghe) versa il saldo 2026 e il primo acconto 2027, entro il 30 novembre 2027 il secondo acconto.

Chi passa dal regime ordinario al forfettario paga l'acconto il primo anno?

Non paga l'acconto dell'imposta sostitutiva, perché nell'anno precedente non c'era imposta sostitutiva. Può restare dovuto un acconto IRPEF se il contribuente ha altri redditi soggetti a IRPEF.

Il primo anno si pagano i contributi INPS in acconto?

Gli acconti dei contributi in percentuale sul reddito si calcolano sul reddito dell'anno precedente, quindi nel primo anno non ci sono. Artigiani e commercianti pagano però da subito i contributi fissi sul minimale, in quattro rate.

Conviene versare comunque un acconto nel primo anno?

Non è obbligatorio, ma accantonare ogni mese una parte degli incassi evita la sorpresa del secondo anno, quando saldo e primo acconto arrivano insieme.

Fonti ufficiali

Contenuto informativo aggiornato al 14 ottobre 2026. Le norme cambiano: prima di applicarlo verifica le fonti ufficiali citate.

Leggi anche