Questionario antiriciclaggio per il cliente: cosa deve chiedere il commercialista, sezione per sezione, con modello di email
Articolo scritto con l'intelligenza artificiale e controllato sulle fonti ufficiali citate.
In breve
Il questionario antiriciclaggio è la dichiarazione scritta con cui il cliente fornisce, sotto la propria responsabilità, i dati per l'adeguata verifica (art. 22 D.Lgs. 231/2007): identità di cliente ed esecutore, titolare effettivo, scopo e natura dell'incarico, eventuale qualifica di persona politicamente esposta e origine dei fondi. Per i commercialisti il modello CNDCEC di riferimento è l'AV.4.
Che cos'è il questionario antiriciclaggio del cliente?
È la dichiarazione scritta con cui il cliente dà al commercialista le informazioni che servono per l'adeguata verifica. La impone l'articolo 22, comma 1, del D.Lgs. 231/2007: i clienti forniscono «per iscritto, sotto la propria responsabilità, tutte le informazioni necessarie e aggiornate». Il professionista la usa per valutare il rischio del cliente.
Negli studi la si chiama in molti modi: questionario, modulo, scheda cliente. Il CNDCEC la chiama dichiarazione del cliente e, tra i modelli pubblicati con le Regole tecniche approvate il 16 gennaio 2025, le dedica il modello AV.4. Le indicazioni operative CNDCEC di marzo 2026 precisano tre punti:
- la dichiarazione va acquisita prima di valutare il rischio con il modello AV.1;
- deve sempre trovarsi nel fascicolo, salvo i casi a rischio non significativo per cui le Regole tecniche prevedono la sola regola di condotta;
- l'adeguata verifica non è delegabile: a un collaboratore si può affidare solo la parte amministrativa, come la copia dei documenti.
Il questionario è diverso dai documenti (carta d'identità, visura, statuto), che sono elencati nella checklist dei documenti per l'adeguata verifica. Qui si parla di cosa il cliente dichiara.
Cosa deve contenere il questionario antiriciclaggio?
Deve coprire gli elementi dell'adeguata verifica dell'art. 18: chi è il cliente e chi agisce per lui, chi è il titolare effettivo, scopo e natura della prestazione. Il modello AV.4 aggiunge persona politicamente esposta, situazione economica e origine dei fondi, mezzi di pagamento, settore e zona di attività e l'impegno a comunicare le variazioni.
La tabella mette in fila le sezioni, cosa chiedere e il motivo. I riferimenti sono al D.Lgs. 231/2007 e al contenuto del modello AV.4 descritto nelle indicazioni operative CNDCEC.
| Sezione | Cosa chiedere | Perché |
|---|---|---|
| Dati del cliente | Nome e cognome o denominazione, codice fiscale, residenza o sede, estremi del documento | Identificazione del cliente (art. 18, comma 1, lett. a) |
| Esecutore | Chi firma per il cliente, con quale potere (procura, carica sociale) | Identificazione di chi agisce per conto del cliente e verifica dei poteri (art. 18, lett. a) |
| Titolare effettivo | Se il cliente agisce in proprio o per altri; dati delle persone fisiche titolari effettivi | Identificazione del titolare effettivo (art. 18, lett. b; criteri dell'art. 20) |
| Relazioni | Legame tra cliente, esecutore e titolare effettivo | Elemento del modello AV.4, utile a valutare il rischio |
| Scopo e natura | Quale incarico si conferisce e a cosa serve | Informazioni su scopo e natura della prestazione (art. 18, lett. c) |
| Persona politicamente esposta | Se il cliente, l'esecutore o il titolare effettivo ricoprono o hanno ricoperto cariche pubbliche importanti, o sono loro familiari o stretti collaboratori | Se c'è una PEP la verifica è sempre rafforzata (indicazioni operative CNDCEC) |
| Attività | Settore e zona in cui il cliente opera | Elemento del modello AV.4, incide sul rischio del cliente |
| Situazione economica e fondi | Situazione economico-patrimoniale e provenienza dei fondi | Origine dei fondi da verificare quando il rischio lo richiede (art. 18, lett. d) |
| Mezzi di pagamento | Come si regola l'operazione, se la prestazione ne riguarda una | Elemento del modello AV.4 |
| Dichiarazioni finali | Assenza di collegamenti con attività criminose o terrorismo; impegno a comunicare le variazioni; data e firma | Responsabilità del cliente (art. 22) e controllo costante |
Il questionario si chiude con un richiamo alla responsabilità di chi firma. L'art. 55, comma 3, punisce chi, obbligato a fornire dati per l'adeguata verifica, dà dati falsi o informazioni non veritiere: reclusione da sei mesi a tre anni e multa da 10.000 a 30.000 euro, salvo reato più grave (testo commentato da Eutekne il 21 dicembre 2017).
Cosa cambia tra persona fisica e società?
Per la persona fisica che agisce per sé il questionario è breve: dati personali, scopo dell'incarico, eventuale qualifica di PEP, origine dei fondi se rilevante; non c'è un titolare effettivo distinto, salvo che agisca per conto di altri. Per società ed enti lo firma il legale rappresentante o un procuratore, e la parte più lunga è il titolare effettivo.
| Voce | Persona fisica | Società o ente |
|---|---|---|
| Chi firma | Il cliente | Il legale rappresentante o l'esecutore con procura |
| Esecutore | Solo se agisce un delegato | Sempre: chi firma per la società |
| Titolare effettivo | Nessuno distinto dal cliente, salvo agisca per altri | Le persone fisiche individuate con i criteri dell'art. 20 |
| PEP | Riferita al cliente | Riferita a esecutore e titolari effettivi |
| Attività | Professione o lavoro | Settore, sede, zone in cui opera |
Per le società il titolare effettivo si dichiara con nome, cognome, data e luogo di nascita, residenza e codice fiscale; i criteri sono spiegati nella guida su come individuare il titolare effettivo. Il Registro dei titolari effettivi, a ottobre 2026, resta sospeso: la dichiarazione del cliente rimane la fonte principale.
Moltiplica tutto questo per ogni cliente dello studio: inviare il modulo giusto, controllare che ogni sezione sia compilata, sollecitare chi non risponde e archiviare la versione firmata è un lavoro lungo e ripetitivo.
Quando va aggiornato il questionario antiriciclaggio?
Va aggiornato con il controllo costante, a cadenze legate al rischio: ogni 36 mesi nella verifica semplificata, ogni 24 nell'ordinaria, ogni 12 o 6 nella rafforzata, secondo le indicazioni operative CNDCEC di marzo 2026. Si rifà subito se cambiano il titolare effettivo o la qualifica di persona politicamente esposta.
In pratica:
- cambio di titolare effettivo o di PEP: si acquisisce una nuova dichiarazione AV.4 e si conserva la precedente;
- altri cambiamenti significativi (nuova attività, nuovi soci, operazioni insolite): si rifà la valutazione del rischio con il modello AV.1;
- scadenza della cadenza: si chiede al cliente di confermare o correggere i dati.
L'adeguata verifica, in linea di principio, precede l'incarico; secondo le indicazioni CNDCEC può essere completata entro 30 giorni dal conferimento. Quanto rischio assegnare a ogni prestazione dipende anche dall'autovalutazione del rischio dello studio.
Cosa fare se il cliente non compila il questionario?
Se il cliente non fornisce le informazioni, l'adeguata verifica non si può completare. L'art. 42, comma 1, del D.Lgs. 231/2007 impone allora di astenersi dall'avviare, eseguire o proseguire la prestazione e di valutare se fare una segnalazione di operazione sospetta alla UIF. Il CNDCEC propone il modello AV.6 per documentare l'astensione.
Prima di arrivarci conviene:
- spiegare al cliente che il questionario è un obbligo di legge, non una scelta dello studio;
- mandare un solo promemoria con una data precisa;
- annotare nel fascicolo le richieste fatte e le risposte ricevute.
Il comma 3 dell'art. 42 esonera i professionisti solo mentre esaminano la posizione giuridica del cliente o lo difendono o rappresentano in un procedimento giudiziario (sintesi del testo vigente su Legge in Chiaro, aggiornata al 12 ottobre 2026).
Per quanto tempo si conserva il questionario?
Il questionario firmato si conserva nel fascicolo del cliente per tutta la durata dell'incarico e per 10 anni dalla sua cessazione, come gli altri documenti dell'adeguata verifica (artt. 31 e 32 del D.Lgs. 231/2007). Le versioni superate non si buttano: quando il cliente aggiorna i dati si archivia la nuova e si tiene la precedente.
Il formato elettronico va bene se il file è in un formato non modificabile e ha la data di acquisizione. Se il questionario arriva via email o PEC, conviene conservare anche il messaggio con cui è arrivato.
Come chiedere al cliente di compilare il questionario?
Con un'unica email che spiega in due righe perché la legge lo chiede, allega il modulo giusto per il tipo di cliente e indica una data. Meglio evitare il linguaggio tecnico: il cliente deve capire cosa compilare, chi deve firmare e cosa succede se non risponde.
Un esempio di testo da adattare:
Oggetto: dichiarazione antiriciclaggio da compilare entro il [data]
Gentile [nome], la normativa antiriciclaggio (art. 22 del D.Lgs. 231/2007) chiede a ogni cliente di fornirci per iscritto alcune informazioni: chi è il titolare effettivo, lo scopo dell'incarico e poche altre domande. Le alleghiamo il modulo: lo compili, lo firmi [se società: a cura del legale rappresentante] e ce lo rimandi entro il [data], insieme a copia del documento d'identità. Senza la dichiarazione non possiamo avviare o proseguire l'incarico. I dati restano riservati e sono conservati come prevede la legge. Grazie.
Altre guide sugli obblighi dello studio sono nella sezione antiriciclaggio. E se non vuoi più inviare moduli e solleciti a mano, con Commercialista AI il programma lo fa al posto tuo, lo studio controlla.
Contenuto informativo: non sostituisce l'analisi del singolo caso da parte del professionista.
Domande frequenti
Il questionario antiriciclaggio è obbligatorio per il cliente del commercialista?
Sì, quando l'incarico rientra negli obblighi di adeguata verifica. L'art. 22, comma 1, del D.Lgs. 231/2007 impone ai clienti di fornire per iscritto, sotto la propria responsabilità, le informazioni necessarie e aggiornate. Il modello AV.4 del CNDCEC è facoltativo, ma una dichiarazione scritta del cliente nel fascicolo serve.
Cosa rischia il cliente che dichiara il falso nel questionario antiriciclaggio?
L'art. 55, comma 3, del D.Lgs. 231/2007 punisce chi, essendo obbligato a fornire dati e informazioni per l'adeguata verifica, fornisce dati falsi o informazioni non veritiere: reclusione da sei mesi a tre anni e multa da 10.000 a 30.000 euro, salvo che il fatto costituisca un reato più grave.
Il questionario si può far compilare e firmare via email?
Le Regole tecniche CNDCEC del 2025 ammettono l'acquisizione dei dati con mezzi idonei, come email o PEC. Conta poter dimostrare che la dichiarazione proviene dal cliente e quando è stata ricevuta: conviene conservare il file firmato e il messaggio con cui è arrivato.
Ogni quanto va rifatto il questionario antiriciclaggio?
Va aggiornato con il controllo costante: secondo le indicazioni operative CNDCEC di marzo 2026, ogni 36 mesi nella verifica semplificata, 24 nell'ordinaria e 12 o 6 nella rafforzata. Va rifatto subito se cambiano titolare effettivo o qualifica di persona politicamente esposta.
Cosa fa il commercialista se il cliente non restituisce il questionario?
Senza le informazioni l'adeguata verifica non si può completare. L'art. 42 del D.Lgs. 231/2007 impone allora di astenersi dall'avviare o proseguire la prestazione e di valutare una segnalazione di operazione sospetta. Il CNDCEC propone il modello AV.6 per documentare l'astensione.
Fonti ufficiali
- CNDCEC - Indicazioni operative per la compilazione della modulistica antiriciclaggio (marzo 2026)
- CNDCEC - Antiriciclaggio, norme tecniche e modulistica
- CNDCEC - Regole tecniche antiriciclaggio approvate il 16 gennaio 2025
- Normattiva - D.Lgs. 21 novembre 2007, n. 231
- Eutekne - Art. 55 comma 3 D.Lgs. 231/2007: il falso di chi fornisce i dati (21 dicembre 2017)
- Legge in Chiaro - Art. 42 D.Lgs. 231/2007, obbligo di astensione (aggiornato al 12 ottobre 2026)
- Legge in Chiaro - Art. 18 D.Lgs. 231/2007, contenuto degli obblighi di adeguata verifica
- Fisco7 - Antiriciclaggio: le novità delle Regole tecniche in tema di adeguata verifica (20 febbraio 2025)
Contenuto informativo aggiornato al 15 ottobre 2026. Le norme cambiano: prima di applicarlo verifica le fonti ufficiali citate.